I canali di drenaggio vengono prodotti con diversi materiali, tra cui il cemento e il cemento polimerico. In precedenza, avevamo già osservato come le canalette in plastica siano in molti casi più convenienti e performanti rispetto a quelle in cemento.  Ma per quali canali in materiali termpolastici optare? In questo articolo approfondiremo le differenze, i pro e i contro del polipropilene e del polietilene, ovvero i polimeri più utilizzati oggigiorno nella produzione delle canalette.

Questi materiali plastici hanno molte caratteristiche in comune, tra cui la termoplasticità, ovvero assumono un comportamento elastico se sottoposti a piccole deformazioni.

canalette in plastica: polietilene vs polipropilene

1. Canalette in plastica: polietilene vs polipropilene.

Canali di drenaggio in polipropilene

Il polipropilene è un materiale che possiede ottime proprietà meccaniche, fisiche e chimiche. Lo si può classificare in base alla sua tatticità, ovvero alla disposizione dei gruppi metilici CH3. La molecola del propene è costituita da due atomi di carbonio legati fra di loro, in cui il primo si lega a due atomi di idrogeno e il secondo si lega ad un atomo di idrogeno e ad un gruppo metilico. Questi gruppi metilici possono strutturarsi in 3 modi differenti: isotattico, sindiotattico e atattico.

  1. Isotattico, i gruppi metilici sono distribuiti tutti sullo stesso lato
  2. Sindiotattico, i gruppi metilici sono disposti in maniera alterna
  3. Atattico, qui i gruppi metilici sono disposti in maniera casuale e quindi disordinata
Gruppi metilici

2. I gruppi metilici.

L’isotattico è quello che viene più utilizzato nella produzione di canali di drenaggio per via della sua conformazione ordinata, in quanto garantisce una cristallinità del 50-60%. Per cristallinità si intende il grado di ordine strutturale della catena molecolare. Questo è un aspetto importante perché maggiore è il suo valore e maggiore sarà la rigidità del materiale. Risulta un materiale che resiste ad alte temperature grazie al suo punto di fusione di 160°C.  In aggiunta, fino a 120°C è in grado di mantenere inalterate le sue caratteristiche di resistenza anche in presenza di soluzione acquosa con sali, acidi e alcali forti. Grazie a questa caratteristica, i canali in polipropilene sono altamente consigliati per impianti di smaltimento dei rifiuti industriali come soluzioni acquose esauste, provenienti da processi di lavorazioni che implicano l’utilizzo di sostanze chimiche disciolte in acqua o provenienti da lavaggi industriali. È comunque consigliabile mantenere le temperature al di sotto di 90°C per far sì che riesca a lavorare al meglio.

È un materiale rigido, con una buona resistenza all’urto ed è capace di sostenere carichi consistenti.

La sua elevata resistenza chimica lo rende immune a sostanze aggressive, acidi, basi e soluzioni saline. Questo permette di poter impiegare i canali di drenaggio in polipropilene in molteplici settori come nelle industrie chimiche, farmaceutiche e petrolchimiche. Inoltre è atossico e quindi idoneo per impianti di acqua potabile.

Sono pratici dal punto di vista del trasporto e dell’installazione perché sono molto leggeri, in quanto il polipropilene ha una bassa densità, anche più bassa di quella del Polietilene, che si aggira attorno a 0.90 g/cm3.

Canali di drenaggio in polietilene

Come abbiamo detto, è un materiale plastico, ma con capacità meccaniche inferiori rispetto a quelle del polipropilene. Risulta più morbido e quindi facilmente deformabile rispetto al PP. Questo termopolimero ha un punto di fusione di 140°C non è molto resistente a temperature elevate. Al contrario del polipropilene, invece, lavora molto bene a basse temperature.

Questo materiale è in grado di reggere temperature fino a -20°C. Rispetto al polipropilene, è più stabile in queste situazioni, mentre può degradarsi se sottoposto a temperature oltre i 60°C.

canali di drenaggio SABdrain

3. Canali di drenaggio SABdrain.

PEBD vs PEAD

Il polietilene si distingue in base alla densità in PEBD (polietilene a bassa densità) e PEAD (polietilene ad alta densità). Il polietilene ad alta densità è più stabile rispetto a quello a bassa densità per via della linearità della catena chimica di cui è composto. Questa stabilità gli dona una resistenza meccanica maggiore, oltre che una buona resistenza agli urti.

Il polietilene a bassa densità (PEBD) ha una densità di circa 0.92 g/cm3  mentre quello ad alta densità (PEAD) è di circa 0.95 g/cm3. Ad esempio, una canaletta 300 x 300 mm e lunga mezzo metro può pesare pesa 41.4kg (PEBD) oppure 40.5 kg (PP). Per ogni metro di canali la differenza è di circa 2kg.

SABdrain