Il sistema di drenaggio dell’acqua piovana deve essere progettato tenendo in considerazione alcuni preziosi accorgimenti per mantenerlo efficiente nel corso del tempo. Gli oli, gli idrocarburi e le sostanze chimiche che si disperdono nella superficie di stazioni di servizio o piazzali e che poi vengono trascinate dalla pioggia, possono corrodere le canalette di raccolta per l’acqua piovana e accelerarne l’invecchiamento.

Di seguito troverai le maggiori problematiche che possono insorgere a causa delle sostanze chimiche e delle corrette precauzioni da adottare per garantire la massima efficienza delle canalette di scolo.

Canalette di raccolta dell’acqua piovana

1. Canalette di raccolta dell’acqua piovana.

Le tipologie di canali di drenaggio utilizzati nelle stazioni di servizio o nei piazzali

Un caso interessante che riguarda l’applicazione delle canalette di drenaggio è quello delle stazioni di servizio e dei piazzali. In questo caso, i canali di scolo sono sottoposti all’azione corrosiva delle sostanze oleose, dei carburanti e dei saponi che vengono rilasciati e trasportarti dalle acque meteoriche. Inoltre, molte stazioni di servizio che sono collocate fuori dai centri urbani non sono collegate alla rete fognaria e per questo motivo hanno bisogno di un proprio sistema di smaltimento dell’acqua piovana, delle acque reflue dei servizi igienici e del trattamento dei detergenti utilizzati per l’autolavaggio. Le tipologie di canalette più utilizzate nelle stazioni di servizi sono le seguenti:

  • Canali in calcestruzzo
  • Canali in calcestruzzo polimerico
  • Canali in materie plastiche (polietilene o polipropilene)

Secondo il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152. Il “Testo unico sulle acque” recante “Norme in materia ambientale”, una volta che l’acqua piovana contaminata viene raccolta dalle canalette deve essere trattata tramite un apposito impianto di prima pioggia.

drenaggio stazioni di servizio

2. Sistema di drenaggio nelle stazioni di servizio.

La resistenza chimica dei canali di drenaggio

Come abbiamo già anticipato, le sostanze chimiche possono essere spesso un fattore da considerare quando si progetta o si acquistano i canali di drenaggio. Infatti, oli e solventi tendono a corrodere e intaccare le pareti dei canali e ne accelerano il deterioramento. Questa capacità di resistere agli agenti chimici, detta anche “inerzia chimica” cambia a seconda del tipo di materiale utilizzato. Per esempio, la resistenza del calcestruzzo non è elevata e questa è inversamente correlata alla sua porosità e permeabilità. Le materie plastiche, al contrario, sono invece molto più resistenti all’azione degli agenti chimici e per questo motivo vengono preferite nei casi in cui sia necessario costruire un sistema di drenaggio in stazioni di servizio o piazzali. Di seguito è inoltre possibile consultare le tabelle di confronto tra i due materiali.

resistenza chimica dei canali di drenaggio

3. Tabella resistenza chimica dei canali di drenaggio in polipropilene. A: Nessun effetto – Eccellente; B: Effetto trascurabile – Buono; C: Effetto moderato – Nella media; D: Effetto elevato – Non consigliato.

Un’altra sostanza che può andare a intaccare l’integrità del cemento è il sale. Molto spesso, a causa delle rigide temperature invernali, gli enti che gestiscono la manutenzione delle strade sono costretti a spargere del sale per evitare la formazione del gelo. Le canalette di raccolta dell’acqua piovana ai bordi delle strade o nei pressi delle stazioni di servizio possono quindi trasportare il sale disciolto, che a sua volta viene a contatto con le pareti accelerandone l’usura.

Possibili soluzioni

Tra le precauzioni che possono essere adottate abbiamo la protezione del cemento attraverso l’utilizzo di rivestimenti o protezioni in grado di preservare le pareti del canale. Altrimenti, una soluzione più pratica ed efficace, risiede invece nell’utilizzo di canali in polipropilene che forniscono un’ottima resistenza chimica oltre che una rapida installazione.

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